Quando si può trattenere l’indennità di preavviso?

Dimissioni senza preavviso, licenziamento immediato e casi di giusta causa
Preavviso Dimissioni Licenziamento
Situazione reale:
La badante si dimette e non rispetta il periodo di preavviso.
Oppure il datore interrompe il rapporto immediatamente.
Chi deve pagare?

1. La regola generale

Nel lavoro domestico il preavviso è un obbligo per entrambe le parti. Se non viene rispettato, è dovuta un’indennità sostitutiva.

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2. Quando il datore può trattenere l’indennità

Il datore può trattenere l’indennità quando:

• il lavoratore si dimette senza rispettare i giorni di preavviso
• non esiste una giusta causa
• il mancato preavviso non è stato concordato

In questo caso il datore può compensare l’importo con le somme finali dovute (ultima mensilità o TFR).

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3. Quando invece deve pagare lui

• licenziamento immediato senza giusta causa
• riduzione unilaterale del periodo di preavviso
• cessazione senza comunicazione anticipata

In questi casi è il datore a dover corrispondere l’indennità sostitutiva.

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4. Caso della giusta causa

Se il lavoratore si dimette per giusta causa (es. mancato pagamento dello stipendio), ha diritto all’indennità sostitutiva.

Se invece il datore licenzia per giusta causa (es. furto, grave inadempimento), non è dovuto il preavviso.

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La trattenuta deve essere proporzionata ai giorni di preavviso non lavorati. Non può essere arbitraria.
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Conclusione

L’indennità di preavviso non è una sanzione, ma una compensazione economica per il mancato rispetto dei termini contrattuali.

Per il calcolo numerico completo consulta: Calcolo preavviso: esempio pratico
Approfondimenti collegati:
Tabella termini CCNL
Calcolo TFR
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