Congedo di paternità 2026: giorni spettanti e come funziona per colf e badanti
Quando nasce un figlio, anche il lavoratore domestico ha diritto al congedo di paternità. Ma nel lavoro domestico le regole sono diverse rispetto agli altri settori.
Il padre lavoratore (colf, badante o baby sitter) ha diritto a 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio, pagati dall’INPS, non dal datore di lavoro.
1Quanti giorni spettano
Il congedo di paternità è pari a:
- 10 giorni obbligatori
- 20 giorni in caso di parto plurimo
I giorni possono essere utilizzati:
- nei 2 mesi prima della nascita
- nei 5 mesi successivi alla nascita
- anche durante il congedo di maternità della madre
- anche in caso di adozione o affidamento
2Chi paga il congedo
Nel lavoro domestico il congedo di paternità è pagato direttamente dall’INPS, non dal datore di lavoro.
Questo è un punto fondamentale:
- il datore NON paga la retribuzione
- il lavoratore riceve l’indennità dall’INPS
- il lavoratore deve presentare domanda all’INPS
3Quanto viene pagato
Il pagamento viene effettuato direttamente dall’INPS sul conto del lavoratore.
---4Cosa deve fare il lavoratore
Per ottenere il congedo, il lavoratore deve:
• presentare domanda all’INPS
• indicare i giorni di assenza richiesti
Se il congedo è richiesto in prossimità della nascita, il preavviso va valutato tenendo conto della data presunta del parto.
---5Cosa deve fare il datore di lavoro
Il datore di lavoro domestico deve:
- prendere atto della richiesta
- non opporsi al congedo
- non pagare la retribuzione nei giorni di assenza
- registrare correttamente l’assenza nella gestione del rapporto
Nel lavoro domestico, essendo previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS, la domanda è presentata dal lavoratore all’Istituto.
---6Contributi, ferie, TFR e tredicesima
- il datore non paga la retribuzione
- il datore non versa contributi ordinari su quei giorni
- l’INPS riconosce la tutela previdenziale prevista per il congedo
Per quanto riguarda ferie, TFR e tredicesima, il congedo di paternità obbligatorio è una tutela collegata alla nascita del figlio e l’INPS richiama il trattamento economico, normativo e previdenziale previsto dal Testo Unico maternità/paternità.
Nel gestire il rapporto domestico è consigliabile trattare il congedo di paternità obbligatorio come assenza tutelata: ferie, TFR e tredicesima maturano, come avviene per gli istituti tutelati di maternità/paternità.
La gestione corretta della busta paga è importante per evitare errori.
7Differenza con la maternità
| Elemento | Paternità | Maternità |
|---|---|---|
| Pagamento | INPS | INPS |
| Durata | 10 giorni 20 in caso di parto plurimo |
5 mesi |
| Obbligatorietà | Sì | Sì |
| Ferie, TFR e 13ª | Maturano | Maturano |
---
8Quando spetta
- ai lavoratori domestici con rapporto di lavoro in corso
- in caso di nascita, adozione o affidamento
- anche se la madre è in congedo di maternità
- anche in caso di morte perinatale del figlio
9Errori da evitare
- pagare erroneamente i giorni come normale retribuzione
- non registrare correttamente l’assenza
- confondere paternità con ferie o permessi
- dimenticare che in caso di parto plurimo i giorni diventano 20
10Conclusione
Il congedo di paternità è un diritto importante anche nel lavoro domestico. Capire chi paga, come richiederlo e come gestire correttamente ferie, TFR e tredicesima evita errori sia al datore che al lavoratore.
Entra nella procedura e verifica direttamente
Domande frequenti
No, nel lavoro domestico paga direttamente l’INPS.
10 giorni obbligatori, che diventano 20 in caso di parto plurimo.
No, possono essere anche non consecutivi, ma non sono frazionabili a ore.
Sì, il lavoratore deve comunicare le date al datore, di norma con almeno 5 giorni di preavviso.
Sì, trattandosi di congedo obbligatorio tutelato, è prudente considerare il periodo utile alla maturazione degli istituti contrattuali.
Il datore non versa contributi ordinari sui giorni di assenza; la tutela previdenziale è gestita dall’INPS.