NASpI colf e badanti: quando spetta, requisiti e come fare domanda
Quando termina un rapporto di lavoro domestico, una delle domande più frequenti riguarda la NASpI. In questa guida spieghiamo in modo chiaro quando la NASpI spetta a colf e badanti, quali sono i requisiti e come presentare correttamente la domanda.
NASpI Colf Badanti INPSCos’è la NASpI
La NASpI è l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS ai lavoratori subordinati che perdono il lavoro in modo involontario.
Anche colf e badanti, in quanto lavoratori domestici subordinati, possono accedere alla NASpI se rispettano i requisiti previsti.
Quando la NASpI spetta a colf e badanti
La NASpI spetta nei seguenti casi:
✅ licenziamento
✅ scadenza di contratto a tempo determinato
✅ dimissioni per giusta causa
Le dimissioni volontarie senza giusta causa non danno diritto alla NASpI.
Dimissioni per giusta causa
Le dimissioni sono considerate per giusta causa quando il lavoratore è costretto a lasciare il lavoro per un comportamento grave del datore di lavoro.
Esempi tipici:
✅ mancato pagamento della retribuzione
✅ gravi violazioni del contratto
✅ condizioni di lavoro irregolari o lesive
Requisiti contributivi
Per ottenere la NASpI è necessario:
✅ stato di disoccupazione involontaria
✅ almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti
Come presentare la domanda NASpI
La domanda NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
La domanda si presenta online sul sito INPS oppure tramite patronato.
Obblighi del datore di lavoro domestico
Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS la cessazione del rapporto entro 5 giorni.
Una comunicazione corretta evita ritardi nell’erogazione della NASpI.
Conclusione
La NASpI per colf e badanti è un diritto importante, ma deve essere gestita con attenzione.
Come sempre, la via più sicura resta quella tradizionale: motivazione chiara della cessazione, contributi in regola, rispetto dei tempi e assistenza professionale nei casi dubbi.
Domande frequenti
Non esiste un numero fisso valido in ogni caso. Occorre valutare durata dell’assenza e mancanza di giustificazione.
Se si configura una giusta causa, il licenziamento può avvenire senza preavviso.
In presenza di giustificazione valida, la situazione cambia e va valutata con prudenza.
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Nel lavoro domestico ogni situazione può avere particolarità specifiche. Valuta sempre con attenzione prima di assumere decisioni definitive.