Come assumere colf, badanti e baby sitter direttamente dall'estero
Decreto flussi 2026: quote, requisiti economici, domanda A-bis, nulla osta, visto d'ingresso e comunicazione dell'assunzione all'INPS.
Decreto flussi 2026 Lavoratori stranieri Colf e badanti Nulla ostaAssumere una colf, una badante o una baby sitter che vive ancora all'estero è possibile, ma la famiglia deve prima ottenere il nulla osta al lavoro e il lavoratore deve ricevere il visto d'ingresso.
Nel 2026 esistono due percorsi: la procedura ordinaria nell'ambito delle quote del decreto flussi e uno speciale canale fuori quota per l'assistenza di persone con disabilità, persone che hanno almeno 80 anni e bambini fino a sei anni.
Le regole sui flussi possono essere modificate o integrate da nuove circolari. Prima dell'invio è sempre necessario controllare gli avvisi presenti sul Portale Servizi ALI e le indicazioni dello Sportello Unico per l'Immigrazione competente.
1 Quando serve questa procedura
La procedura descritta in questa guida riguarda il cittadino di un Paese non appartenente all'Unione europea che risiede all'estero e che deve ancora entrare in Italia per lavorare.
Se il lavoratore è già regolarmente presente in Italia e possiede un permesso di soggiorno che consente lo svolgimento di un'attività lavorativa, la famiglia può procedere con la normale assunzione presso l'INPS.
Se la persona si trova già in Italia senza un valido titolo di soggiorno, questa procedura non può essere utilizzata per regolarizzarne la posizione. La richiesta di ingresso presuppone che il lavoratore si trovi effettivamente all'estero.
2 Chi deve presentare la domanda
La domanda deve essere presentata dal futuro datore di lavoro. Il lavoratore straniero non può richiedere autonomamente il nulla osta e non può prenotare una quota a proprio nome.
Il datore di lavoro può trasmettere la richiesta:
- direttamente, accedendo al Portale ALI con SPID o CIE;
- attraverso un professionista abilitato;
- tramite un'organizzazione datoriale;
- nei casi consentiti, attraverso un'Agenzia per il lavoro.
3 Le quote per il lavoro domestico
Il DPCM 2 ottobre 2025 ha programmato gli ingressi dei lavoratori stranieri per il triennio 2026-2028. Per il settore dell'assistenza familiare sono state riservate le seguenti quote:
| Anno | Ingressi riservati all'assistenza familiare |
|---|---|
| 2026 | 13.600 |
| 2027 | 14.000 |
| 2028 | 14.200 |
Le quote sono riservate ai rapporti di lavoro domestico e possono quindi riguardare colf, badanti e baby sitter. Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato, a tempo pieno oppure parziale, purché rispetti tutti i requisiti economici e contrattuali.
Il click day dell'assistenza familiare si è svolto il 18 febbraio 2026. Dopo quella data è nuovamente possibile compilare e trasmettere nuove richieste fino al 31 dicembre 2026, ma soltanto la presenza di una quota disponibile consentirà l'accoglimento della domanda.
4 La procedura ordinaria, passo dopo passo
1. Definire il rapporto di lavoro
La famiglia deve stabilire le mansioni, il livello contrattuale, l'orario, la retribuzione, l'eventuale convivenza e la durata del rapporto. La proposta deve rispettare il CCNL del lavoro domestico.
2. Verificare la disponibilità di lavoratori già presenti in Italia
Prima di richiedere l'ingresso di una persona residente all'estero, il datore deve inviare al Centro per l'impiego competente una richiesta di personale, utilizzando il modello predisposto dal Ministero del Lavoro.
La verifica si considera conclusa negativamente quando:
- il Centro per l'impiego non comunica la disponibilità di lavoratori entro otto giorni di calendario;
- il lavoratore segnalato non si presenta al colloquio, senza giustificato motivo, entro i termini previsti;
- il lavoratore non risulta idoneo alla mansione richiesta;
- il lavoratore rifiuta la proposta contrattuale.
La richiesta inviata al Centro per l'impiego e l'autocertificazione relativa all'esito della verifica devono essere conservate e allegate alla pratica secondo le istruzioni del Portale.
3. Ottenere l'asseverazione
L'asseverazione è il documento con il quale un professionista abilitato o un'organizzazione datoriale verifica la presenza dei requisiti necessari per l'assunzione.
- la capacità economica del datore di lavoro;
- il rispetto del contratto collettivo;
- la congruità dell'orario e della retribuzione;
- la completezza della documentazione.
L'asseverazione è normalmente necessaria anche nel settore domestico. Non è richiesta quando il datore non autosufficiente assume una persona destinata alla propria assistenza e presenta la certificazione sanitaria prevista. Sono inoltre previste semplificazioni per le organizzazioni datoriali che hanno sottoscritto gli appositi protocolli ministeriali.
4. Compilare il modello A-bis
La richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il Portale Servizi ALI del Ministero dell'Interno.
Per accedere al Portale sono necessari SPID oppure Carta d'identità elettronica. È inoltre indispensabile disporre di una PEC valida e controllarla durante tutta la procedura.
5. Attendere l'assegnazione della quota
Le domande vengono considerate in base all'ordine cronologico di presentazione e alle quote attribuite ai diversi territori provinciali. La semplice trasmissione della richiesta non garantisce l'ingresso.
5 Reddito del datore e retribuzione
La famiglia deve dimostrare di possedere una capacità economica adeguata a sostenere il costo del rapporto di lavoro.
| Composizione del nucleo familiare | Reddito imponibile minimo |
|---|---|
| Datore di lavoro che vive solo | 20.000 euro annui |
| Famiglia anagrafica composta da più conviventi | 27.000 euro annui |
Alla formazione del requisito possono concorrere anche i redditi del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, anche se non conviventi, nonché eventuali redditi esenti regolarmente documentati.
Il requisito reddituale non è richiesto quando il datore è affetto da una patologia o da una disabilità che ne limita l'autosufficienza e assume un lavoratore destinato alla propria assistenza.
La limitazione può essere certificata dal medico di medicina generale appartenente al Servizio sanitario nazionale o da una struttura sanitaria pubblica. Non è indispensabile il riconoscimento formale dell'invalidità civile.
Retribuzione e lavoro part-time
Il rapporto può essere a tempo pieno o parziale, ma la retribuzione deve rispettare i minimi del CCNL del lavoro domestico e non può essere inferiore all'importo annuale dell'assegno sociale.
Importo mensile: 546,24 euro
Importo per tredici mensilità: 7.101,12 euro annui
Anche nel contratto part-time occorre quindi verificare che la retribuzione annuale proposta raggiunga almeno tale importo e rispetti contemporaneamente i minimi previsti dal livello di inquadramento.
6 Documenti da preparare
Prima della compilazione è opportuno predisporre almeno:
- documento d'identità e codice fiscale del datore;
- copia completa del passaporto del lavoratore;
- indirizzo di residenza del lavoratore all'estero;
- proposta contrattuale con mansioni, livello, orario e retribuzione;
- documentazione reddituale del datore e degli eventuali familiari;
- richiesta trasmessa al Centro per l'impiego;
- autocertificazione relativa all'indisponibilità di lavoratori;
- asseverazione, quando richiesta;
- documentazione relativa alla sistemazione alloggiativa;
- eventuale certificazione sanitaria del datore non autosufficiente;
- indirizzo PEC attivo.
La documentazione relativa all'alloggio e l'asseverazione devono essere firmate digitalmente secondo le indicazioni del Portale ALI.
7 Nulla osta, conferma e visto d'ingresso
Quando la domanda entra in quota, lo Sportello Unico per l'Immigrazione verifica i requisiti del datore, le condizioni contrattuali, la sistemazione alloggiativa e l'assenza di motivi ostativi.
Per il lavoro subordinato non stagionale il termine previsto per il rilascio del nulla osta è generalmente di sessanta giorni dalla data di imputazione della domanda alla quota. In alcuni casi occorre comunque attendere espressamente le verifiche della Questura e dell'Ispettorato del lavoro.
Dopo il rilascio del nulla osta, il lavoratore deve rivolgersi all'Ambasciata o al Consolato italiano competente per richiedere il visto d'ingresso per lavoro subordinato.
Prima del rilascio del visto, il datore riceve una comunicazione con la quale viene invitato a confermare la volontà di procedere all'assunzione. La conferma deve essere effettuata entro sette giorni dalla ricezione.
L'avviso viene inviato alla PEC ed è visibile anche nell'area riservata del Portale ALI. In mancanza della conferma, la domanda si considera rifiutata e il nulla osta viene revocato.
8 Ingresso in Italia e assunzione all'INPS
Dopo aver ottenuto il visto, il lavoratore può entrare regolarmente in Italia. Entro otto giorni dall'ingresso, datore e lavoratore devono sottoscrivere il contratto di soggiorno e trasmetterlo allo Sportello Unico attraverso il Portale ALI.
Il datore firma digitalmente il contratto. Il lavoratore può firmarlo digitalmente oppure in forma autografa; in quest'ultimo caso il datore appone la propria firma digitale sulla copia informatica.
Occorre inoltre verificare ed effettuare la comunicazione di assunzione del lavoratore domestico presso l'INPS, indicando correttamente data di inizio, livello, orario, retribuzione e regime di convivenza.
Il lavoratore entrato con nulla osta e visto può svolgere attività lavorativa nelle more della sottoscrizione del contratto di soggiorno. In questo caso il datore deve provvedere autonomamente e tempestivamente alla comunicazione obbligatoria all'INPS.
9 Il canale speciale fuori quota
Accanto alle quote ordinarie, per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028 è previsto uno speciale canale per l'ingresso di un massimo di 10.000 lavoratori stranieri all'anno da destinare all'assistenza familiare o sociosanitaria di:
- persone con disabilità;
- persone che abbiano compiuto almeno 80 anni;
- bambini dalla nascita fino al compimento dei sei anni.
Non è un canale per una normale colf
Se il rapporto è destinato esclusivamente alla pulizia e alla gestione dell'abitazione, deve essere utilizzata la procedura ordinaria nell'ambito del decreto flussi. Il canale fuori quota è riservato alle specifiche attività di assistenza indicate dalla legge.
La famiglia non può inviare direttamente la domanda
La richiesta deve essere presentata obbligatoriamente attraverso:
- un'Agenzia per il lavoro regolarmente autorizzata;
- un'associazione datoriale firmataria del Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
Questi intermediari utilizzano il modello A-bis fuori quota. Per il 2026 le domande sono aperte dal 1° gennaio e possono essere presentate nel corso di tutto l'anno, fino al raggiungimento del limite previsto. Non è stabilito un click day.
Per le domande fuori quota non opera il silenzio-assenso: occorre attendere le verifiche della Questura e dell'Ispettorato territoriale del lavoro.
Nei primi dodici mesi di effettiva occupazione in Italia, il lavoratore può svolgere esclusivamente l'attività di assistenza autorizzata. L'eventuale cambio del datore è soggetto alla preventiva autorizzazione dell'Ispettorato territoriale del lavoro.
10 Confronto tra i due percorsi
| Elemento | Procedura ordinaria | Canale fuori quota |
|---|---|---|
| Attività | Lavoro domestico: colf, badanti e baby sitter | Assistenza a disabili, ultraottantenni e bambini fino a 6 anni |
| Limite 2026 | 13.600 ingressi | 10.000 ingressi |
| Modello | A-bis in quota | A-bis fuori quota |
| Chi trasmette | Datore o intermediario autorizzato | Solo APL o associazione datoriale firmataria del CCNL |
| Click day 2026 | 18 febbraio 2026 | Non previsto |
| Silenzio-assenso | Opera nei casi consentiti dalla legge | Non opera |
Con Colf On-Line puoi verificare livello, costo, orario e adempimenti necessari per la gestione del rapporto domestico.
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11 Domande frequenti
Il lavoratore può presentare personalmente la domanda?
No. La richiesta di nulla osta deve essere presentata dal futuro datore di lavoro o da un intermediario autorizzato.
Si può presentare la domanda dopo il click day?
Sì. Per il 2026 le nuove domande possono essere trasmesse fino al 31 dicembre, ma saranno accolte soltanto se vi saranno quote disponibili.
Il rapporto di lavoro può essere part-time?
Sì, purché la retribuzione rispetti il CCNL domestico e non sia inferiore all'importo annuale dell'assegno sociale.
Una persona non autosufficiente deve dimostrare il reddito minimo?
No, se assume un lavoratore destinato alla propria assistenza. Deve però produrre la certificazione sanitaria richiesta.
È possibile assumere fuori quota una normale colf?
No, quando il rapporto è destinato esclusivamente alla pulizia e alla gestione della casa. Il canale fuori quota è riservato alle attività di assistenza previste dalla legge.
La presentazione della domanda garantisce l'ingresso?
No. Occorre che la domanda entri in quota, superi tutti i controlli e che il Consolato rilasci il visto d'ingresso.
Dopo il nulla osta posso smettere di controllare la pratica?
No. Prima del rilascio del visto il datore deve confermare entro sette giorni la volontà di assumere. È quindi indispensabile controllare frequentemente la PEC e l'area riservata del Portale ALI.
12 Guide collegate
13 In sintesi
Assumere una colf, una badante o una baby sitter direttamente dall'estero è possibile, ma richiede una preparazione attenta.
Prima di iniziare è necessario verificare:
- se utilizzare la procedura ordinaria o il canale fuori quota;
- la presenza delle quote e dei requisiti economici;
- la corretta applicazione del CCNL domestico;
- la verifica preventiva presso il Centro per l'impiego;
- la necessità dell'asseverazione;
- i documenti relativi al lavoratore e all'alloggio;
- i termini per la conferma, il visto e il contratto di soggiorno;
- la registrazione finale dell'assunzione presso l'INPS.
Un errore nella documentazione o il mancato controllo della PEC può compromettere una pratica già avviata da mesi. È quindi opportuno seguire la procedura fino all'effettivo ingresso del lavoratore e alla corretta instaurazione del rapporto domestico.