Malattia di colf, badanti e baby sitter: chi deve pagare?
Quando una colf o una badante si ammala, chi deve pagare lo stipendio? Molti datori di lavoro pensano che intervenga l’INPS come per altri lavoratori. Nel lavoro domestico però le regole sono diverse.
1. L’INPS paga la malattia a colf e badanti?
Per colf, badanti e baby sitter l’INPS NON paga l’indennità di malattia.
A differenza di altri settori, nel lavoro domestico l’indennità economica di malattia non è a carico dell’INPS ma del datore di lavoro, nei limiti previsti dal contratto collettivo.
2. Chi paga quindi la malattia?
È il datore di lavoro domestico che deve corrispondere una retribuzione per un numero limitato di giorni, variabile in base all’anzianità di servizio.
• fino a 6 mesi di anzianità → 8 giorni
• da oltre 6 mesi a 2 anni → 10 giorni
• oltre 2 anni → 15 giorni
Superati questi limiti, il rapporto resta sospeso ma non vi è più obbligo di retribuzione.
3. Quanto si paga durante la malattia?
La retribuzione non è intera per tutti i giorni. Il contratto collettivo distingue:
• dal 4° giorno fino al limite massimo annuale retribuibile in base all’anzianità → 100% della retribuzione
Il numero massimo di giorni pagabili resta quello indicato sopra (8, 10 o 15 giorni nell’anno solare, secondo l’anzianità di servizio).
Per le lavoratrici conviventi occorre considerare anche il valore convenzionale di vitto e alloggio.
3-bis. Vitto e alloggio: quando spetta l’indennità sostitutiva?
Nel rapporto di convivenza occorre distinguere attentamente le diverse situazioni.
non spetta alcuna indennità sostitutiva, perché vitto e alloggio continuano ad essere garantiti in natura.
e quindi non usufruisce di vitto e alloggio, spetta l’indennità sostitutiva per i giorni di malattia retribuiti.
l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio non è dovuta, poiché l’assenza è determinata da ricovero sanitario e non dalla scelta di lasciare l’abitazione.
L’eventuale indennità sostitutiva va calcolata secondo i valori convenzionali stabiliti annualmente dal contratto collettivo.
4. Obblighi della lavoratrice
La lavoratrice deve:
• farsi rilasciare certificato medico
• rispettare eventuali fasce di reperibilità
Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS, ma l’onere economico resta in capo al datore.
5. E se la malattia dura a lungo?
Se l’assenza supera i giorni retribuiti, il rapporto resta sospeso senza stipendio.
6. I contributi si pagano durante la malattia?
Sì. Nel lavoro domestico i contributi INPS si calcolano sulle ore effettivamente retribuite nel trimestre.
Se la malattia è pagata, le relative ore rientrano nel monte ore contributivo e devono essere incluse nel calcolo dei contributi.
Conoscere queste regole evita errori, incomprensioni e contestazioni. Nel lavoro domestico, più che altrove, chiarezza e correttezza fanno la differenza.
Domande frequenti
Non esiste un numero fisso valido in ogni caso. Occorre valutare durata dell’assenza e mancanza di giustificazione.
Se si configura una giusta causa, il licenziamento può avvenire senza preavviso.
In presenza di giustificazione valida, la situazione cambia e va valutata con prudenza.
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Nel lavoro domestico ogni situazione può avere particolarità specifiche. Valuta sempre con attenzione prima di assumere decisioni definitive.