Calcolo tredicesima colf e badanti online
Calcola una stima della tredicesima maturata nel lavoro domestico. Per i conviventi il simulatore usa la retribuzione mensile utile; per i non conviventi usa le ore effettivamente retribuite.
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che matura nel corso dell’anno. Il calcolo può cambiare a seconda che il rapporto sia convivente oppure non convivente a ore.
Simula la tredicesima maturata
Scegli il tipo di rapporto. I campi si adattano automaticamente al criterio di calcolo.
Per i rapporti a ore, il calcolo usa le ore retribuite nell’anno: paga oraria × ore retribuite ÷ 12.
Simulazione indicativa. Il risultato deve essere verificato in base ai dati effettivi del rapporto, alle assenze non retribuite e agli importi già corrisposti.
| Metodo di calcolo | Ore retribuite |
| Base utile tredicesima | € 0,00 |
| Quota mensile teorica | € 0,00 |
| Ore o mesi considerati | 0 |
| Tredicesima maturata | € 0,00 |
| Già pagata / anticipata | € 0,00 |
| Tredicesima residua indicativa | € 0,00 |
✔ Per i rapporti a ore usa le ore effettivamente retribuite
✔ Utile quando ci sono assenze o variazioni d’orario
Entra nella procedura completa
1Come viene calcolata la tredicesima
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che matura nel corso dell’anno. Nel lavoro domestico è importante distinguere tra rapporto convivente e rapporto non convivente a ore.
Per i lavoratori conviventi il calcolo usa la retribuzione mensile utile. Per i lavoratori non conviventi il calcolo usa invece le ore effettivamente retribuite nell’anno: in questo modo la tredicesima resta proporzionata al lavoro realmente retribuito.
2Rapporti non conviventi: criterio a ore retribuite
Nei rapporti a ore, il criterio più proporzionale è calcolare la tredicesima sulla base delle ore effettivamente retribuite. Questo evita che un mese con molte assenze non retribuite produca la stessa quota di un mese lavorato interamente.
Esiste anche un criterio basato sulla trasformazione della paga oraria in media mensile tramite la formula paga oraria × ore settimanali × 52 ÷ 12. Il criterio a ore retribuite è più prudente e proporzionale quando ci sono assenze non retribuite, variazioni d’orario o mesi lavorati solo parzialmente.
3Rapporti conviventi: retribuzione mensile utile
Nei rapporti conviventi la tredicesima si calcola normalmente sulla retribuzione mensile utile, considerando anche il valore di vitto e alloggio quando dovuto.
- paga base mensile;
- scatti di anzianità;
- indennità fisse e continuative;
- valore convenzionale di vitto e alloggio, se dovuto.
4Rate mensili e importi già pagati
La tredicesima è normalmente pagata in occasione del Natale. Con accordo tra le parti può però essere corrisposta anche in quote mensili. In questo caso è importante detrarre quanto già pagato dal residuo finale.
5Domande frequenti
No. Deve essere proporzionata ai mesi utili oppure, per i rapporti a ore, alle ore effettivamente retribuite.
Perché è il criterio più proporzionale quando il lavoro è pagato a ore e ci sono assenze, variazioni di orario o mesi non lavorati integralmente.
Nei rapporti conviventi sì, se dovuti, perché fanno parte della retribuzione globale di fatto.
Può essere gestita in rate mensili con accordo tra le parti, tenendo traccia degli importi già corrisposti.
Approfondimenti utili
Per capire meglio le voci collegate alla tredicesima puoi leggere anche queste guide.