Attestazione dei redditi per colf e badanti

(spesso chiamata impropriamente “CU” o “CUD sostitutivo”) – aggiornamento 2026

Con l’avvicinarsi della scadenza annuale, molti datori di lavoro si chiedono se sia necessario consegnare il modello CU al proprio dipendente domestico.

Chiarimento fondamentale: il datore di lavoro domestico non è sostituto d’imposta. Pertanto non è tenuto a trasmettere la Certificazione Unica (CU) all’Agenzia delle Entrate.

Perché allora si parla ancora di “CU” per colf e badanti?

In passato si utilizzava un modello comunemente chiamato “CUD sostitutivo”, che oggi non costituisce più un adempimento fiscale obbligatorio.

Tuttavia resta fortemente consigliato (ed è buona prassi) consegnare al lavoratore una attestazione delle somme corrisposte nel corso dell’anno.

Questa attestazione non è una CU in senso tecnico, ma un documento riepilogativo utile al lavoratore per dimostrare i redditi percepiti.

Quando consegnare l’attestazione

L’attestazione dei redditi va consegnata entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento (ad esempio entro marzo 2026 per i redditi 2025).

Cosa deve contenere l’attestazione

Perché è importante per il lavoratore

L’attestazione dei redditi è spesso richiesta al lavoratore domestico per:

L’assenza di un riepilogo scritto può creare difficoltà al lavoratore e generare contestazioni future, anche a distanza di anni.

Per questo motivo, anche se non esiste un obbligo di invio telematico, la consegna dell’attestazione rappresenta una tutela reciproca per datore di lavoro e dipendente.

Contenuto aggiornato e verificato – 2026