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Contributi INPS e pagoPA: i casi più complicati nel lavoro domestico

Con particolar riferimento a ferie, preavviso e settimane miste
INPS pagoPA Colf e badanti
Perché questo articolo
Il pagamento contributivo trimestrale sembra semplice, ma nel lavoro domestico esistono casi particolari (ferie pagate, preavviso, settimane miste) che possono generare più avvisi pagoPA. Qui spieghiamo i punti più delicati con esempi pratici.

1. Le scadenze trimestrali INPS

I contributi colf e badanti si pagano ogni trimestre:

• entro il 10 aprile (gennaio-marzo)
• entro il 10 luglio (aprile-giugno)
• entro il 10 ottobre (luglio-settembre)
• entro il 10 gennaio (ottobre-dicembre)

2. Contributi anche su ferie e preavviso pagati

I contributi non si calcolano solo sulle ore effettivamente lavorate, ma anche su tutte le ore retribuite e quindi anche su indennità sostitutive pagate a fine rapporto.

3. Il limite massimo contributivo: 60 ore settimanali

Un aspetto fondamentale nel lavoro domestico è che l’INPS prevede un limite preciso:

Regola ufficiale INPS

I contributi per colf e badanti si calcolano su un massimo di 60 ore settimanali.
Anche se, per particolari esigenze, vengono pagate più ore, la contribuzione non può superare questo limite.

Questo principio è importante soprattutto nei rapporti di convivenza, dove possono esistere settimane con molte ore retribuite (per esempio in presenza di indennità sostitutive o periodi intensivi).

Esempio:
Se in una settimana vengono retribuite 65 ore complessive,
i contributi INPS saranno comunque calcolati al massimo su 60 ore.
Esempio:
La badante termina il servizio il 20 dicembre.
Vengono pagati 10 giorni di ferie non godute e 15 giorni di preavviso.
Anche queste somme generano contribuzione INPS nel trimestre.

4. Oltre le 25 ore: fascia unica, ma attenzione alle settimane “miste”

Se l’orario settimanale supera le 25 ore, i contributi si pagano su un’unica fascia. Tuttavia basta una sola settimana sotto soglia per spezzare il pagamento.

Esempio reale:
Contratto da 30 ore settimanali.
Nel trimestre una settimana risulta da 20 ore.
INPS genera due pagoPA separati: uno per le settimane >25 ore e uno per quella <25.

5. Cambio fascia contributiva e doppio pagoPA

Anche un aumento (scatti di anzianità, variazione paga oraria) può cambiare fascia. Quando nel trimestre esistono settimane in fasce diverse, INPS crea più avvisi pagoPA.

5. Perché INPS può generare più pagoPA nello stesso trimestre

Una delle domande più frequenti dei datori di lavoro domestico è questa:

“Perché l’INPS mi fa pagare due (o tre) pagoPA separati nello stesso trimestre?”

La risposta è semplice: l’INPS non emette un unico avviso quando, all’interno del trimestre, esistono settimane che rientrano in condizioni contributive diverse.

I principali casi che “spezzano” il pagamento

✅ una settimana sotto le 25 ore in un rapporto normalmente sopra soglia
✅ variazione della paga oraria (anche per scatti di anzianità)
✅ passaggio da una fascia contributiva ad un’altra
✅ settimane a cavallo di fine anno contributivo
Esempio pratico:
Una badante lavora 30 ore settimanali (fascia unica).
Nel trimestre però esiste una settimana da 20 ore.

Risultato INPS:
• pagoPA n.1 → settimane sopra 25 ore
• pagoPA n.2 → settimana sotto 25 ore

Questo meccanismo non è un errore: è una regola tecnica INPS. Per questo motivo, quando compaiono più avvisi, è importante non ignorarne nessuno, perché ogni pagoPA copre una parte diversa del trimestre.

6. Il caso delicato di fine anno

A cavallo tra dicembre e gennaio, ferie e preavviso, ma anche ore retribuite, possono “scivolare” nella prima settimana del nuovo anno. Se le nuove tabelle contributive non sono ancora pubblicate, INPS può bloccare temporaneamente il calcolo.

Attenzione
il pagamento contributivo è possibile solo con dati pubblicati dall’INPS.

Conclusione

Il lavoro domestico presenta situazioni contributive particolari che possono generare più pagoPA nello stesso trimestre. Con ordine e prudenza si evitano errori e ritardi.